giovedì 22 settembre 2011




L'INTELLIGENZA DELLE PIANTE



THE ROOTS OF PLANT INTELLIGENCE


Ho cercato di raccogliere varie notizie riguardanti l'argomento, spero possano essere utili e aprire le menti.


Siete davvero convinti che le piante siano solo in grado di germogliare, crescere e morire? Che siano esseri viventi incapaci di sensibilità e intelligenza?

Le piante si comportano in maniera curiosamente intelligente: combattono i predatori, ottimizzano le opportunità di accumulare il cibo... Ma possiamo davvero dire che le piante possiedono una forma propria di intelligenza? Lo studioso italiano di botanica Stefano Mancuso ci presenta delle prove davvero intriganti.
Guardate questo video messo a disposizione da TED, una piattaforma per la condivisione di idee.

Questa e' la versione inglese

video


Questo e' il link del collegamento


http://www.videoscienza.it/Common/Mod_711.asp?VideoID=452

(le didascalie in italiano si attivano dalla fascia dei comandi).
(Subtitle Available)



"Il concetto di intelligenza sta passando da una visione ristretta, limitata solo agli esseri umani, a una visione allargata che estende l’intelligenza alla vita in genere."
In questa visione non ci sono tracce del pensiero socratico o shakespiriano e il tema del “cervello” delle piante sta suscitando discussioni accese nei congressi di botanica.


"Se l'intelligenza è la capacità di acquistare ed utilizzare conoscenza, allora, sicuramente, le piante sono intelligenti," afferma Leslie Sieburth, biologo dell'università dell’Utah di Salt Lake City.
 
Per i filosofi, uno dei risultati chiave è che due parti, o cloni, presi dalla stessa "pianta madre" si comportano diversamente anche quando vengono fatti crescere in condizioni identiche.

Un'équipe di ricercatori nei Paesi Bassi ha scoperto che le piante dispongono di propri «sistemi di chat» per informarsi reciprocamente sui pericoli imminenti.

Se le piante sono generalmente considerate organismi passivi in attesa di essere sradicati o mangiati, gli scienziati hanno invece scoperto che molti vegetali passano il tempo comunicando tra loro. È stata infatti identificata una sorta di rete di comunicazione interna che permette alle piante di scambiare informazioni in modo efficiente.

Molti vegetali come la fragola, il trifoglio, la canna e la castalda non si riproducono tramite semi, ma crescono producendo steli orizzontali, chiamati stoloni, in superficie o nel terreno. Grazie agli stoloni le singole piante sono unite tra loro per un certo periodo di tempo, condividendo informazioni attraverso questi canali interni in modo molto simile alle reti informatiche. La ricerca sperimentale ha inoltre consentito agli scienziati di dimostrare come le piante di trifoglio si avvalgano dei legami della rete per comunicare l'avvicinamento di nemici e incrementare in questo modo le possibilità di sopravvivenza.Tramite i segnali interni, le piante attaccate dai bruchi avvertono gli altri membri della rete, che possono così potenziare la loro resistenza chimica e meccanica in modo da apparire meno interessanti agli insetti in arrivo. Grazie a questo sistema di preallarme le piante godono di un vantaggio sui loro nemici, limitando notevolmente i danni. «L'intensa attività di comunicazione tra le piante ci ha veramente sorpresi. Abbiamo osservato piante di trifoglio comune e scoperto che "parlano" tramite reti per comunicare l'imminente arrivo di nemici come i bruchi. Esistono affinità molto interessanti con le reti elettroniche e i sistemi di preallarme a fini militari», ha dichiarato Josef Stuefer, coordinatore del progetto all'Università cattolica di Nimega (Paesi Bassi). Tuttavia l'équipe di ricercatori ha anche scoperto che questa rete vegetale presenta uno svantaggio non trascurabile, simile a quello delle reti informatiche: i virus. Questi ultimi possono infatti approfittare dell'infrastruttura per diffondersi rapidamente alle piante collegate. Se una pianta viene contaminata, scatta l'effetto domino e l'infezione si estende a tutte le piante della rete.
«Sembra che le piante non dispongano di firewall, per cui i virus possono facilmente attaccarle in modo rapido», ha spiegato il dott. Stuefer.

http://www.molecularlab.it



Studio svela il segreto che si cela dietro alla biochimica della piante e al controllo enzimatico

Ricercatori in Svezia e negli Stati Uniti hanno identificato in che modo un enzima "sa" dove inserire un doppio legame quando desatura gli acidi grassi delle piante. Presentato nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), lo studio mette assieme i pezzi di un rompicapo che dura da 40 anni riguardante il modo in cui gli enzimi esercitano questo controllo legato specificamente al sito. Queste informazioni possono favorire la nostra comprensione di questo meccanismo che dipende da un singolo amminoacido che si trova lontano dal sito attivo dell'enzima. Gli scienziati possono trarre vantaggio da questi dati per utilizzare gli oli vegetali come sostituto rinnovabile per i prodotti petrolchimici.

Fonte: Cordis










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