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mercoledì 9 dicembre 2015

Questo è un modo di fare esperienza con Dio

Mi sento spesso dire, Dio mi ha abbandonato, non sento piu’ la connessione con Dio.

Dio non ci abbandona mai, ma posso dire che qualche volta Dio si nasconde per provare la nostra fede, ma anche per farci crescere e ritrovare noi stessi, che a volte sperimentiamo   attraverso momenti dolorosi, ma soprattutto mostrandoci le nostre fragilita’. In seguito, quando iniziamo ad amare le nostre fragilita’ e mettiamo da parte i giudizi altrui, ci rendiamo conto che cio’ che consideravamo una nostra debolezza in realta’ è un punto di forza, che riflette noi stessi e i nostri valori.

Quando si vivono momenti di sconforto o disconnessione con Dio bisogna continuare a pregare. La preghiera ci conduce all’interno di noi stessi, in quel luogo sacro noi possiamo riflettere, ed è qui che incontriamo lo Spirito che ci viene in aiuto, è qui che stabiliamo una nuova connessione.

Attraverso l’attenta riflessione cambia il nostro punto di vista e comprendiamo le nostre qualita’. Le nostre personali qualita’ sono doni che Dio ha dato ad ognuno di noi, tra le qualita’ dell’essere fragili c’è la gentilezza, la compassione, l’emotivita’, la sensibilita’… non sono forse questi pregi?

Quindi, Dio non ci abbandona, ma a volte Dio si nasconde e ci osserva, come un Padre tiene d’occhio un figlio, lo fa per aiutarci a camminare da soli, per far ritrovare noi stessi, per aiutarci a liberarci di alcuni fardelli, per superare le nostre paure, e per stabilire una nuova connessione con Lui, dove incontrarlo non è piu’ solo “richiesta” ma devozione e gioia.

Questo è un modo di fare esperienza con Dio.

Katia Botta

La Bibbia dice: la persona umana è nobile per la sua stessa fragilità.
S. Paolo (Rm 8,26): "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza"

Che tu sia felice, Che tutti gli esseri siano felici.
Vi invio Amore e Benedizioni angeliche.
Gioia e Benedizioni sul tuo cammino

Katia Botta

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Immagine dal web

Professione ai sensi della Legge 14.1.2013 n. 4

giovedì 24 settembre 2015

Impara ad “Ascoltare” i segnali che indicano la tua Via


La tua Via

La via che cerchi, la strada che senti sia la più consona al tuo modo di essere è la tua strada. 

Non cercare oltre, quando capisci che è questa la strada.

Ci saranno segnali che ti indicheranno da dove dovrai cominciare. Ascoltali. Sono dentro di te e ti chiamano. 

La tua strada è una strada che ti porta alla dimora del Padre, nel tuo cuore. E’ uno stato di risveglio e di beatitudine, di serenità.
Ed è questo che noi ti auguriamo.
Sii felice. Ora che vedi che le cose stanno cambiando, ascolta nel tuo cuore che cosa devi fare, come devi agire e di che cosa ti devi occupare.
Ti verranno desideri chiari, capirai che ti manca qualche conoscenza, che ti manca ancora qualche cosa.
Questo ti sia di sprone per continuare a cercare in quella direzione.
Quando senti fortemente che cosa devi fare, non esitare, fallo.
Poi capirai perché dovevi portare a termine proprio quella determinata azione, e perché ti dovevi focalizzare proprio su quella determinata decisione.
Ti verranno date spiegazioni poi, strada facendo.
Sappi che più vai avanti, più ti sarà facile capire. La strada verso Dio, la Fonte, è luminosa e bella, non è difficile da percorrere.
Abbi la fede necessaria, cerca in te la fede per proseguire.
Durante il giorno prega e cerca di vedere che cosa devi compiere quel giorno.
Ogni giorno è diverso, ogni giorno porta una differente illuminazione. Non pensare di non avere l’ illuminazione se ogni tanto non la distingui. E’ dentro di te e si sta facendo strada.
Impara ad ascoltare, è importante.
Così in questo modo vivrai nella pace e ti sentirai libero.

 

 

 

 

 

 

Tratto da: Gli insegnamenti di Emmanuel