mercoledì 18 gennaio 2012

I PRINCIPALI BLOCCHI PSICOSOMATICI, IL PROCESSO DI CRESCITA E LA TERAPIA DEL RISVEGLIO






I PRINCIPALI BLOCCHI PSICOSOMATICI, IL PROCESSO DI CRESCITA E LA TERAPIA DEL RISVEGLIO


LA SALUTE GLOBALE COME CRESCITA UMANA E PLANETARIA



I BLOCCHI PSICOSOMATICI COLLETTIVI


Nella logica del "lavoro su di sé" all’interno di una visione globale dell’essere umano l’elemento più significativo della crisi moderna è il vuoto che si sperimenta quando si nasce e si vive senza l’energia del cuore e senza il riconoscimento della propria individualità. Questo blocco rappresenta la radice di tutto il malessere umano e planetario e dei blocchi psicosomatici collettivi. I principali blocchi psicosomatici collettivi osservabili nella nostra società sono dovuti ad una serie di cause concatenate, ad un circolo vizioso di inconsapevolezza.
La prima causa fondamentale, che condiziona in sequenza le altre tre, è la mancanza di una coscienza di sé. Essendo questa coscienza di sé che genera e mantiene il senso di unità psicofisica, la sua assenza, ossia l’inconsapevolezza di sé, porta alla frammentazione tra corpo, cuore e mente, da cui derivano i tre successivi blocchi generali:

1) La chiusura del cuore e dell’amore, che è il principale blocco psicosomatico, in quanto il cuore è anche la sede della coscienza globale di sé. La sua chiusura provoca carenza di umanità e di senso della vita, e difficoltà di comunicare sentimenti di amore e di empatia.
2) L’iperattività della mente materiale, perché, ciò che non può essere vissuto spontaneamente col cuore, deve essere immediatamente razionalizzato dalla mente. La testa, staccata dal cuore, comanda e controlla le emozioni e il corpo. L’ io della mente - l’ego - sostituisce il sé.
3) Il controllo e l’inibizione del corpo e del piacere di vivere: l’eccessivo controllo mentale e la chiusura affettiva-emozionale portano all’inibizione del "corpo" inteso come vitalità, spontaneità, istintività e libera sessualità. Cerchiamo di analizzarli più nel dettaglio.

L'inibizione generale del cuore - L’iperattività della mente - L’inibizione del corpo.

Il "lavoro su di sé": lo schema del "processo di crescita"

Ma come è possibile uscire dal questi blocchi che imprigionano il corpo e lo spirito, come avviene questo delicato processo? Quello che comunemente viene chiamato il "lavoro su di sé" è un processo che avviene, in genere, attraverso una serie di passaggi consecutivi che stimolano un naturale processo di consapevolezza globale. Possiamo riassumere questo processo, che chiamiamo "ciclo di crescita" o "ciclo di trasformazione" in quattro fasi:

1-   La consapevolezza dello stato reale di malessere e frammentazione.

2-   Il lavoro negativo sull’ego: il proccesso di disinquinamento-
decondizionamento e la liberazione da ciò che non è nostro.

3-   Il lavoro positivo sul sé: il processo del risveglio e dello sviluppo delle potenzialità umane.

4-   La realizzazione dell’unità o consapevolezza globale di sé.



E' rilevante notare che possiamo trovare praticamente ovunque gli strumenti e i mezzi per la nostra trasformazione: quindi, nell’arco di un decennio, è prevedibile che milioni di esseri umani avranno iniziato un processo di crescita globale.



LA TERAPIA DEL RISVEGLIO
La medicina sacra

Scienza e coscienza nascono dalla stessa radice latina scire, sapere, conoscere, e anche medicina e meditazione, derivavano dalla stessa radice indoeuropea med: essere coscienti, riflettere. Sono le prove semantiche dell'unità originaria tra anima e corpo.
Qualsiasi medicina diventa sacra se la persona che la pratica percepisce il senso del sacro con cui sta curando. Se un giardiniere cura le piante con amore e senso di reverenza per la vita della pianta, questa è medicina sacra, sia per lui che per la pianta. La medicina antica è nata come medicina sacra. Le grandi medicine tradizionali asiatiche, egiziane, greche, centro e sud americane, australiane sono tutte originate da personaggi spirituali. Nel Buddismo per esempio abbiamo la medicina sacra che è chiamata la medicina del "Buddha di Lapislazzuli" perché si dice che sia stato il Buddha Sakyamuni ed altri Buddha illuminati che nella saggezza profonda dell'anima e nella compassione del cuore, riuscirono a capire che anche la cura della mente, delle emozioni, del corpo, dell'ambiente erano principi fondamentali dell’evoluzione e del Dharma, la legge sacra dell'esistenza, che altre tradizioni hanno chiamato Tao, Logos o semplicemente Vita.
La malattia viene concepita in quasi tutte le tradizioni mediche sacre come l’effetto di una azione-pensiero disarmonica e non consapevole delle reali leggi dell'esistenza, che ci spinge contro la vita, contro la natura dentro e fuori di noi. Tutta la malattia è un'inconsapevolezza delle leggi dell’esistenza, del Dharma.



La terapia del risveglio


Per la medicina sacra l’unico punto fisso nella terapia è il risveglio della coscienza globale! L’uso di tecniche in grado di reintegrare le energie del corpo, emozioni, psiche e consapevolezza è orientato a ricreare l’unità: l’esperienza dell’essere.
Uno dei pilastri della nuova spiritualità planetaria è la ricerca del nostro "scopo della vita" della nostra "missione spirituale". Spesso la ricerca di questa missione significa capire quale sarà la nostra vita futura, il nostro lavoro, le nostre prospettive, i nostri amori: una comprensione utile ma tutto sommato piuttosto mentale.
Le vere vie spirituali si basano invece sulla convinzione che l’unico scopo in questo momento storico che dobbiamo veramente realizzare è: svegliarci! Non c’è niente da capire, c’è da realizzare uno stato di coscienza più vivo e intenso, una consapevolezza globale di noi e del mondo. Gurdijeff sosteneva che gli esseri umani non hanno un’anima, posseggono un seme interiore che, se non viene nutrito, si spegne, muore. Gurdijeff basava il suo splendido lavoro di evoluzione sul concetto che "Il mondo esiste solo allora, quando io sono!" e per lui "io sono" significa essere realmente svegli, risvegliati. Per questo abbiamo sviluppato la "terapia del risveglio". Non importa neppure se poi la persona sarà guarita o no, l’importante è che sarà risvegliata.
La terapia del risveglio è un processo continuo. Risvegliare la coscienza globale nella pratica significa lavorare consapevolmente su tutti i sette livelli focalizzandosi sempre sul sé della persona. L’intelligenza profonda dell’essere deve essere riaperta, stimolata, nutrita e fatta crescere. E’ un lavoro complesso, profondo e giocoso, doloroso e piacevole, che richiede una grande unità di percezione dell’essere umano.




Tecniche per risvegliare la coscienza globale


Il punto chiave è risvegliare la coscienza di sé. Da lì nasce una nuova vita e si trasformano le condizioni che sostengono la malattia. Alcune persone hanno coscienza di ciò che stanno facendo ma non hanno coscienza di sé, non sanno rispondere alla domanda "chi sono io?", non hanno esperienza della loro natura profonda. Possiamo certamente affermare che più del novantanove percento delle persone non ha esperienza di sé, non sa come accedere al proprio spazio interiore silenzioso, vuoto, risvegliato. Coscienza globale significa presenza, vivere ogni istante, nel presente, nel "qui ed ora". Non sono concetti mentali, ma reali esperienze, vissute direttamente. È un training che nelle vere scuole di meditazione richiede a volte molti anni di pratica e di consapevolezza. Per risvegliare questa consapevolezza globale, questa percezione luminosa e totale di sé esiste la meditazione, l’esperienza diretta della non-mente, del silenzio. Ogni tecnica che conduca a questa esperienza è da noi sperimentata e quindi trasmessa alle persone che vogliono crescere, che vogliono svegliarsi. Evitiamo accuratamente di confondere le tecniche di meditazione reale, che sono non-mentali, con quelle mentali, tipo l’uso di visualizzazioni, preghiere, ripetizione di parole o concetti, pensieri positivi, vite passate, channelling, ecc. in quanto, come ha ampiamente dimostrato la ricerca internazionale e alcune scuole in particolare come la Meditazione trascendentale di Maharishi, sono ottime per combattere lo stress, per rilassarsi, per realizzare i desideri, per dormire meglio, ma difficilmente portano al risveglio. Le tecniche che utilizziamo maggiormente sono la Vipassana Buddhista, il Chi Gong profondo, alcune tecniche Taoiste sulla circolazione della luce, le tecniche di Atisha, alcuni tipi di Yoga, le meditazioni del Tantra, le tecniche di Gurdjieff e Krishnamurti sul "ricordo di Sé", le meditazioni dinamiche di Osho, le pratiche dell’Advaita Vedanta e dell’"Intensive enlightnment" basate sul "chi sono io", alcune pratiche cristiane sull’apertura e sul silenzio del cuore, la pratica dello Za Zen essenziale (senza nessun rituale), le tecniche Sufi della presenza e delle danze, alcune pratiche sciamaniche sull’energia e sulla percezione dello Spirito della Terra e degli esseri viventi. Cerchiamo di ripulire le tecniche dalla fuffa delle ideologie e delle teologie che si sono accumulate nel tempo, appesantendo inutilmente l’indicibile leggerezza dell’essere.





Energetica: il corpo è la porta della coscienza globale

il corpo come "campo di energia"

Per risvegliare la coscienza globale delle persone la prima cosa che cerchiamo di fare è di farle "rientrare nel corpo", insegniamo a sentirlo in modo più vitale e consapevole. Ci siamo così staccati da esso che, per noi occidentali, il corpo è la porta dell’anima. L’anima è ciò che anima il corpo. L’energia viva del corpo. Quando una persona "rientra" consapevolmente nel corpo, quando lo sente come energia, come sottile elettricità vitale, la percezione di sé diventa immediatamente una percezione globale, magari non elevatissima, ma globale. Quando invece le persone sono nella testa non posso assolutamente avere una percezione globale di sé. Posso avere un pensiero globale, una visione globale ma non possiamo sperimentare una coscienza globale di sé stessi. Il corpo subisce sia condizionamenti mentali (comportamentali) che emotivi. Se ti liberi dai condizionamenti e apri il corpo cominci a sentire quello che veramente sei, pian piano cominci a sentire che vivere è piacevole. Entriamo semplicemente nel presente, nel "qui e ora", così come siamo.
Occorre  far entrare le persone nel proprio corpo, risvegliare le sensazioni, facendo comprendere alla persona che: "le energie sono le sensazioni", che non c’è nulla di esoterico, ciò che chiamiamo "sensazioni" sono le energie-informate di tutte le parti del nostro corpo, sono le nostre comunicazioni neurosensoriali. Attraverso le sensazioni cercheremo di entrare in contatto con i punti critici del corpo, quelli dolorosi o insensibili, e attraverso questa consapevolezza, pian piano, cominciamo a capire come funziona l'apertura del corpo dell'energia. Nel mondo dell'energia tutto è connesso: qualsiasi punto del corpo è legato alla totalità dell’essere, da ogni parte del corpo posso fare emergere sensazioni, memorie, emozioni o ricordi. Quando sentiamo il corpo come "campo di energia" ci rendiamo conto che alcune zone di questo corpo sono energeticamente più concentrate di altre, che ci sono dei flussi di energia. Il corpo energetico è naturalmente fluido. Quando si sente il corpo come energia viva, tutto diventa vivo, pulsante... si sente tutto ciò che accade. L'energia non è solo intelligente e sensibile, ma è soprattutto piacevole, è una ricchezza enorme. 



Cambiare la vita

Se possibile, per aiutare nel processo di guarigione-evoluzione, dobbiamo stimolare la consapevolezza della persona affinché prenda atto della sua forza, della sua intelligenza vitale, della sua libertà, e cambi il proprio modo di vivere! A volte sono necessarie anche scelte drastiche, rompere vecchie abitudini, relazioni, cambiare lavoro o casa.
Spesso cambiare vita è l'unico passo necessario per un cambiamento della malattia e della coscienza di sé. Quando si sviluppa la coscienza di sé, la percezione del corpo da frammentata diventa unitaria, quando liberiamo le nostre emozioni negative e alleggeriamo il cuore, avviene un cambiamento di vita. La nostra vita diventa differente, più intensa, semplice, profonda.


 Cambiamento interiore e cambiamento esteriore


Di terapia in terapia con grande lentezza una persona comincia ad acquisire una comprensione reale della sua malattia e del fatto che la stia creando da se stessa. La malattia è generata quando nella vita non c’é nessuno spazio sacro. La sua anima come coscienza globale di sé, il lato giocoso, femminile della vita non esiste. Nella terapia del risveglio sono utilizzati infiniti strumenti di consapevolezza, di guarigione, di trasformazione, di riequilibrio; presi da tutte le scuole e le vie spirituali del mondo. 


Il risveglio della coscienza e l’energia illuminata


Nella tradizione antica quasi tutte le scuole avevano tra i principi di base della medicina sacra il concetto di energia - coscienza luminosa. In India il termine "prana", energia, include il prefisso "pra" che significa luce. I tibetani chiamano l’energia illuminata bodhicitta, per loro è un’unica cosa che associano costantemente a karuna la qualità energetica della compassione, il profondo amore per la vita nostra e di ogni creatura. Il principio fondamentale è che la coscienza è un’energia illuminata. La coscienza è chiamata " bodhi", (mentre " citta" o "manas" è la mente legata alla materia, la mente concreta del commerciante). La coscienza illuminata, l’energia illuminata, sono lo strumento principale di tutte le medicine, da cui nasce il lavoro sulle energie, perché se lavori settorialmente sul corpo o sulla mente, impieghi troppo tempo. L’anima risvegliata è un'energia luminosa.



Lavoro sulla circolazione della luce: il respiro consapevole

Quando vogliamo entrare nel processo di guarigione e di evoluzione, dopo aver attivato il corpo di energia, dobbiamo svilupparne la luminosità, fino a sentire il nostro essere luminoso. All’inizio lo sentiremo più o meno luminoso in relazione a vari fattori, salute, stanchezza, emozioni, presenza, ecc.. Il respiro è in quasi tutte le tradizioni il veicolo cosciente più facile e naturale per sentire e muovere l’energia luminosa. La prima fase è "aprire il respiro", la parte iniziale della tecnica dove usiamo la volontà e l’attenzione per attivare il respiro e le energie sottili. Questa fase che può prendere circa 10-15 minuti. Cominciamo a sentire l’energia luminosa in mezzo alla fronte, tra i due emisferi, respirando consapevolmente dalle narici, poi cominciamo a bilanciare, la luce tra destra e sinistra, sentiamo la differenza e bilanciamo l’energia luminosa fino a sentire equilibrio. Proviamo a respirare nella pancia, sentiamo tutta la pancia che si gonfia, sentiamo i muscoli tesi che pian piano si allentano, sentiamo la sensazione di luce che scende fino ai piedi.
La seconda fase è: "espandere il respiro", dove usiamo ancora la mente sottile per arrivare a sentire tutto il corpo che respira. È l’espansione della coscienza: siamo arrivati a risvegliare l’anima, il sé luminoso, l’essenza. Proviamo a sentire che, tanto più siamo fermi e silenziosi, tanto più facilmente il nostro essere si espande, perdiamo i confini e sentiamo tutta la natura intorno a noi: la casa dove siamo, il giardino, il fiume, le campagne o le case vicino, la vita! … aprite il cuore e il corpo. Espandete la coscienza e l’energia.
A questo punto inizia la terza fase: "il respiro silenzioso", la vera meditazione, che dura circa 30-40 minuti. Si sente tutto il corpo che respira, come fosse una sfera e non si fa più nulla, si ferma la mente, il respiro avviene da solo, tutto accade spontaneamente, non ci siamo più. È lo Zen: "Sedendo silenziosamente, senza fare nulla, la primavera arriva e l’erba cresce da sola!"
Dopo questa immersione nel silenzio, lentamente si ritorna al presente, dandosi 5-10 minuti, muovendosi lentamente, stiracchiandosi ad occhi chiusi, restando in sé e conservando la consapevolezza del vuoto e godendosi l’esistenza.
Il procedere dell’evoluzione personale si manifesterà con una diminuzione dei tempi della prima e seconda fase e da un progressivo allungamento della terza fase di "non mente" e silenzio.

Nel Taoismo, il corpo di luce, che rappresenta una realizzazione interiore ben precisa, non viene menzionato spesso, perché ci si arriva solo dopo molti anni di pratica. Oggi invece è più facile. E’ come se ci fosse una maggiore facilità a raggiungere certi stati coscienza, che prima non c’era. Comunque ogni persona ha i suoi tempi e quando arriva in quello stato lo sente, all’inizio non sa con precisione se la sensazione è giusta, non sa se "crederci", se è un’illusione ottica o retinica…, poi ad un certo momento non solo si sente, ma la si sente bene ed il risultato è che il corpo cambia, cambia l’umore, cambia la visione del mondo, succedono varie cose. Quando vediamo questo effetto e registriamo le onde cerebrali vediamo che le persone, quando entrano in questo spazio, vanno sopra il 90% di sincronizzazione cerebrale. Quando entrano nella sensazione del corpo come energia luminosa la coerenza sale subito, delle volte si può registrare un salto di 20/30 punti percentuali, cioè rapidissimo. A volte le persone ci restano solo per pochi istanti ma, in alcuni casi, anche per un’ora.
In cerchio è ancora più facile perché si utilizza la sincronizzazione collettiva. I "cerchi", i gruppi numerosi di persone sedute che si tengono per mano, sono un momento di potenziamento ossia, individualmente, se dobbiamo lavorare per creare l’equilibrio, cioè uscire dalla tasta, aprire il cuore, riallineare i centri, riequilibrare le energie sui canali, ci mettiamo molto, troppo tempo. Se invece utilizziamo il processo di coerenza collettiva, cioè sincronizziamo i cervelli, le energie, le coscienze, quello che succede è che entriamo rapidamente in questa esperienza di alta energia collettiva. Normalmente arrivare ad un’esperienza simile avrebbe richiesto molto più tempo e lavoro, invece con un buon livello di coerenza collettiva è possibile fare questa esperienza molto più rapidamente.
Dopo il parallelo lavoro sulla liberazione del negativo e sullo sviluppo del potenziale positivo nasce spontanea una consapevolezza globale del proprio essere. E' l’opera di riconoscimento della nostra natura profonda, dell’essenza, è la riscoperta dell’anima, del Sé e corrisponde al parallelo lavoro di risveglio del corpo, delle energie, delle sensazioni, della creatività, delle percezioni sottili e dell’esperienza del nostro essere. La riappropriazione di sé significa che, ora, non siamo veramente e integralmente noi stessi, che non conosciamo tutte le nostre possibilità, e che possiamo quindi riscoprire dentro di noi una serie di dimensioni, di emozioni, di creatività, di sensibilità che, come potenziali umani devono essere sviluppate adeguatamente. Solo se riusciamo ad esprimere queste potenzialità ne siamo realmente in possesso, altrimenti esse diventano la base delle frustrazioni, delle depressioni e dei rimpianti. La comunicazione globale è una componente essenziale di questo lavoro. E' il lavoro sull’ombra, sull’inconscio individuale e collettivo, sulla "disintossicazione" del corpo, delle emozioni e della psiche di tutti i veleni fisici e psichici, le tossine energetiche ed emozionali, le inibizioni dell’anima e le paure sociali e culturali che ci hanno avvelenato e condizionato finora. Questa fase critica della crescita umana si attua attraverso una serie di processi fisici, energetici, emozionali e psicologici che tendono a liberare le energie emozionali negative (catarsi, abreazioni, ecc.), che, una volta sciolte diventano energie positive disponibili per il processo evolutivo. 

Le energie bloccate rappresentano un’enorme risorsa per lo sviluppo del potenziale umano, una parte separata che deve essere reintegrata come elemento essenziale per ricomporre l’unità globale dell’essere. 

E’ un processo di autoconsapevolezza, di presa di coscienza. 

L’essere umano è l’unico animale in grado di guarire e trasformare coscientemente e profondamente il suo stesso essere. Partendo dalla consapevolezza di essere frammentati, divisi, inquinati/condizionati sui vari livelli fisici, mentali e spirituali, nasce la ricerca di una profonda trasformazione e un risveglio del nostro intero essere. La crescita personale quindi inizia prendendo coscienza del fatto che siamo psicoenergeticamente bloccati, che siamo inconsapevoli delle nostre potenzialità e quindi che non sappiamo chi siamo veramente. Per iniziare questo cammino è ovviamente necessaria una consapevolezza del proprio stato positivo e, soprattutto, del negativo. Il medico, l’operatore o il counselor olistico stimolano, con una serie di pratiche, una presa di coscienza della propria situazione globale di malessere e degli strumenti per potersi liberare. La consapevolezza del proprio stato reale è essenziale affinché la persona rompa il suo stato di chiusura energetica e mentale e di rimozione sui suoi aspetti negativi (fisici, emotivi, psicologici, ecc.) e inizi quindi il percorso della crescita personale e dell’evoluzione della coscienza. 

La consapevolezza globale e l’apertura del cuore, portano una persona a vivere nel corpo, nella sicurezza delle sue sensazioni fisiche, nella fiducia delle sue percezioni e dei suoi istinti. 

L’inconsapevolezza di sé, la chiusura del cuore e la parallela iperattività mentale, generano un senso di separazione tra se stessi e il proprio corpo.

 Il corpo diventa una macchina da comandare e guidare, spesso da controllare e inibire. Tutto questo genera mancanza di piacere, una delle principali caratteristiche spirituali dell’energia-intelligenza vitale. L’inibizione del piacere ci toglie la capacità di vivere nel presente, di assaporare il senso della vita che scorre dentro e fuori di noi. Tutte le funzioni fisiologiche – mangiare, fare l’amore, dormire, giocare, lavorare, evacuare - che dovrebbero essere fonte di piacere e di esperienze interiori, vengono controllate dalla mente e diventano rigide, innaturali, artificiali, meccaniche. Le persone perdono la spontaneità istintiva di vivere, perdono la giocosità, la curiosità, la ricerca dell’avventura. Viene inibita l’intelligenza di vivere giocosamente, anche fare l’amore diventa un’attività mentale. La persona diventa controllata, grigia, rigida, morta, ferma, senza slanci. 

Chiudendo il cuore che sperimenta la vita attraverso le percezioni, le sensazioni e le emozioni dirette, tutto il vissuto viene mediato dalla mente, dalla testa che deve capire, ragionare, valutare. L’iperattività della mente materiale-razionale genera una certa inibizione della mente intuitiva-spirituale, dell’intuizione, dell’intelligenza creativa, vitale e amorevole e in ultima analisi del libero pensiero. La persona segue schemi di vita precostituiti, ha paura di cambiare e di ragionare in maniera autonoma, spiritualmente non si sente un'anima, psicosomaticamente non si sente una unità autonoma, quindi deve sottostare alle gerarchie famigliari, sociali, religiose a cui si appella (sperando) di entrare in contatto con sé, con il senso di vivere, con Dio, non può farlo direttamente,genera nelle persone e nei bambini in particolare, la sensazione collettiva che l’esistenza (famiglia e società) siano senza amore, e quindi la percezione di non aver ricevuto sufficiente affetto, comprensione e riconoscimento personale. Senza amore nasce la sensazione che la vita sia fredda, che non abbia senso, che l’esistenza sia ostile, che Dio sia un dovere, una legge, un timore. Quindi si diventa chiusi, scettici, sfiduciati, spenti, senza entusiasmo. La persona si comporta in modo rigido e controllato, viene persa la spontaneità e la fluidità della comunicazione e dei movimenti. 

Chiudendo il cuore, che deriva dal mesoderma e che rappresenta il ponte tra corpo e mente si frammenta l’unità psicosomatica. Il cuore che insieme ai polmoni rappresenta il motore della comunicazione, si chiudono così le potenzialità di esprimere il positivo-negativo interiore e si accumulano emozioni positive-negative non espresse: amore, entusiasmo, fiducia, oppure rabbia, paura, depressione, giudizio.
Di Nitamo Federico Montecucco ( Estratti dal libro "Psicosomatica Olistica", Ed. Mediterranee)



giovedì 29 dicembre 2011

La Spiritualita' e' un Sorriso, Felice 2012!!







"La spiritualità è un sorriso di fronte ad ogni situazione che la vita ci presenta" 

(Amma)


Possa questo sorriso illuminare l’anno nuovo!




Questa mattina ho ricevuto una e-mail con una foto bellissima, e’ la foto di una madre che tiene in braccio il suo bambino e lo accoglie a se’ con un sorriso che ti squarcia il cuore.
Voglio condividere con tutti il sorriso di questa madre, e’ un sorriso semplice ma carico di gioia interiore. E’ la mamma di Ponnu Kumar, il bambino che abbiamo adottato, vederlo crescere e’ emozionante ma allo stesso tempo mi fa sentire piccola di fronte alla grandezza e alla profondita’ di questi sguardi.
Accogliamo l’anno  nuovo un sorriso di gioia, di speranza e di buon umore, in questo modo attraiamo a noi tutte le cose belle e positive che la vita ci offre, come il sorriso di questa madre.


Per ricevere gioia nella nostra vita  doniamo gioia
Per ricevere amore nella nostra vita doniamo amore
Solo donando apriamo il nostro cuore


Vi esorto ad aprire il vostro cuore alla gioia, come? 
Donando gioia agli altri.


Io l’ho fatto, fallo anche tu. Adottando un bambino con solo 150,00 euro l’anno puoi donare anche se sei lontano gioia, amore e speranza a chi ha meno di te.


La gioia e’ un’emozione che pochi di noi sanno provare  perche’ spesso e’ legata alle cose materiali, abbiamo dimenticato l’emozione di gioia e di amore della nascita di un fiore, di un tramonto o di un cane che scodinzola di felicita’ quando torniamo a casa, sembra tutto scontato eppure ogni giorno e’ un miracolo della vita, ogni giorno e’ gioia e noi non ce ne accorgiamo.

QUESTO E' IL SITO PER LE ADOZIONI A DISTANZA

http://www.magiaverde.org/



AUGURO A TUTTI UN FELICE 2012 CON LA GIOIA NEL CUORE


inviamo ognuno di noi al nuovo anno pensieri positivi, questi pensieri come un'onda attraverseranno tutto il pianeta per formare un unico pensiero di pace, positivita', gioia, giustizia e amore, per tutti gli esseri viventi e per la Madre Terra
 

Katia Botta






giovedì 22 dicembre 2011





Buon Natale a tutti. Vi auguro il Natale più bello della vostra vita,
e so che nel vostro cuore anche voi mi inviate lo stesso amorevole
augurio. Oggi concentriamoci soprattutto sul Cristo e sul suo amore.

Nel Cristo coesistono due nature: il Cristo uomo e il Cristo Spirito
nell'uomo. È molto più importante adorare il Cristo nello Spirito che
celebrare la sua nascita sul piano sociale. Cristo deve nascere in noi
come Spirito. Deve nascere nuovamente nella nostra coscienza: questa è
la 'seconda venuta' del Cristo. Offendiamo il Cristo se celebriamo la
sua nascita soltanto con feste e regali. Questo aspetto dei
festeggiamenti è giusto, ma la mancanza di una profonda e sincera
comunione con lo Spirito del Cristo nel periodo natalizio è una grave
omissione nella pratica religiosa del cristiano. Ecco perché ancora
una volta vi ricordo di celebrare il Natale spirituale il 24 dicembre,
meditando per molte ore e poi, il 25, festeggiatelo in compagnia dei
vostri cari. Sono felice che l'iniziativa di celebrare spiritualmente
la nascita di Cristo con una lunga e profonda meditazione sia stata
accolta e adottata da numerosi ricercatori della verità in tutto il
mondo. E sarà seguita da milioni di persone dopo che me ne sarò andato.

Gesù ha detto: "La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi". La
grazia della presenza di Dio e di Cristo è a disposizione di chiunque
farà lo sforzo di comunicare con loro nella profonda meditazione. Se
seguirete le tecniche di meditazione della Self-Realization
Fellowship, conoscerete il Cristo più di quanto non lo conoscano i
milioni di fedeli che lo adorano nei rituali esteriori delle chiese,
ma non dedicano il proprio tempo a meditare profondamente su di lui.
La Self-Realization Fellowship è stata mandata al mondo per ridestare
il vero spirito del Cristo in ciascuno di voi.

Dovunque siate, fate di tutto per celebrare prima il Natale
spirituale, e poi dedicatevi ai festeggiamenti tradizionali. Dovete
sempre osservare queste due ricorrenze, e vedrete allora quale grande
risveglio spirituale si determinerà in voi. Se nel periodo natalizio
farete di tutto per comunicare con Dio, con Cristo e i grandi maestri,
vi preparerete a vivere nel modo giusto l'anno che sta per iniziare. E
questo è un modo meraviglioso per cominciare l'anno nuovo. Ogni giorno
dovete fare uno sforzo spirituale maggiore, perché soltanto voi potete
liberare voi stessi. Nessun altro può farlo al vostro posto.

- I maestri liberati vigilano sul mondo -

Forse vi sarete domandati se il mondo ha perduto per sempre le grandi
anime come Gesù. Niente affatto. Guardate come è indaffarato Dio: pur
essendo assorto nella sua estasi, tuttavia è impegnato a guidare
l'universo. E anche tutti i saggi e i maestri che hanno lasciato la
terra sono impegnati altrove, proprio come ognuno di essi aveva
qualche compito da svolgere quando era ancora nel mondo. La prima
volta in cui Lahiri Mahasaya chiamò Babaji chiedendogli di
materializzarsi per accontentare i suoi scettici amici, il grande
Maestro non apprezzò l'iniziativa. "Mi chiami per un motivo così
futile?", gli domandò. "Ho molto da fare".

Quando un maestro liberato si esprime in questo modo, intende dire che
è occupato con Dio, che sta facendo la sua volontà. Tutte le grandi
anime sono attive; alcune hanno il compito di rafforzare il bene in
questo mondo. E nella misura in cui riescono a farlo, servendosi delle
menti ricettive, il potere del diavolo si indebolisce e il potere di
Dio diventa più forte.

Quando un grande santo risorge nello Spirito, e per rispondere al
richiamo di devoti sinceri e ricettivi assume una forma fisica,
significa che ha un ruolo da svolgere nei destini del mondo. Io so che
il Cristo, in carne e ossa, è in comunione con Babaji in India.
Insieme essi vigilano sulla terra. Entrambi hanno fatto di tutto per
allontanare questa guerra. Babaji, il Cristo e tutti gli altri maestri
risorti hanno una missione da compiere. Chi ispira nella mente di
alcune anime i potenti pensieri di pace? Il Cristo e gli altri grandi,
perché soffrono moltissimo a causa di questa guerra e non sono
assolutamente soddisfatti dello stato in cui versa il mondo. Stanno
cercando di ristabilire la pace e l'armonia sulla terra e di portarla a un livello spirituale più elevato.
Ma non possono farlo senza la partecipazione dell'uomo.

Dio è onnipotente. Egli potrebbe fermare la guerra anche domani, ma se
lo facesse si comporterebbe come un dittatore. Mi sono domandato
perché Dio e i grandi santi non hanno impedito questo conflitto. La
risposta è che per farlo avrebbero dovuto fare un miracolo; e Dio è
così grande che non vuole imporci la sua volontà. E neppure ci punisce
o si vendica. Non vuole convertire i suoi figli con la forza, ma con
la persuasione e l'amore. La guerra è fatta dall'uomo, non certo da
Dio e ha lo scopo di insegnarci che la nostra vera natura è divina. Ma
è veramente un modo terribile di imparare questa verità! Dio sa che
non verremo mai distrutti, perché siamo anime immortali, ma non
impareremo mai questa lezione senza soffrire. E anche Dio soffre.
Credete che non voglia vederci felici? Ci permette di subire le
conseguenze del male, soltanto perché ciascuno di noi possa
comprendere che il sentiero da seguire è il bene.

Cristo non è andato via, ma vigila su di voi

Se volete conoscere il Cristo come era sulla terra e come è apparso ai
santi nel corso dei secoli, dovete vivere come lui è vissuto. Egli si
manifesta ai suoi devoti quando è necessario. E se siete in sintonia
con lui e mettete in pratica, sia pure in minima parte, ciò che vi
dico, lo conoscerete. Cristo non se n'è andato. Ha lasciato i suoi
insegnamenti e Si prende cura delle anime che li mettono in pratica.
Dovete vivere gli ideali del Cristo, e sapere che lui vigila sempre su di voi.
Come mai non lo vedete o non udite la sua voce? Perché i vostri occhi
e i vostri orecchi fisici non sono in sintonia con lui. Non potreste
vedere neanche le immagini televisive o udire le canzoni che
attraversano l'etere del mondo materiale, senza l'aiuto di un
televisore o di un apparecchio radio. Le scariche elettrostatiche
dell'irrequietezza spirituale Vi impediscono di percepire le
vibrazioni più fini, che sono costituite da forze estremamente
sottili. Finché non imparerete a mettervi in sintonia con il Cristo e
le altre grandi anime non riuscirete a vederli.

Cristo è proprio qui; lo potete vedere se rivolgete lo sguardo
all'interno della fronte, nel punto tra le sopracciglia: il centro
della coscienza cristica, la sede dell'occhio singolo, o occhio
spirituale. Se volete vedere il Cristo, concentratevi nella visione
spirituale; guardate attraverso l'occhio spirituale. Se volete
percepire l'universale intelligenza del Cristo, dovete sentire la sua
coscienza nell'occhio spirituale.

Dopo la morte, Gesù fece risorgere il proprio corpo e apparve a
centinaia di persone. E rivolgendosi allo scettico Tommaso, disse:
"Sono io, toccami". Perché materializzò il proprio corpo? Perché altri
potessero vederlo dopo la resurrezione e capire che chiunque sia in
sintonia con lui potrà vederlo e sapere che esiste. San Francesco
disse: "Io mi incontro ogni notte con il Cristo in carne e ossa".
Anche voi potete vederlo, se riuscite a mettervi in sintonia con lui,
proprio come faccio io, che ho potuto vedere Gesù molte volte.

Esiste un modo per indurre il Cristo a manifestarsi. Egli non vuole
essere elogiato, né può essere sedotto dalla ricchezza, dalle prediche
e dalla falsa devozione. Si lascerà attirare soltanto sull'altare del
vostro amore. Solo quando nutrite nel vostro cuore un profondo
sentimento di amore e di devozione, allora, e soltanto allora, Gesù
verrà da voi e potrà anche materializzarsi ai vostri occhi.
Tratto da:" Il Divino Romanzo" di Yogananda Paramahansa 



BUON NATALE A TUTTI