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L’Anima sa sempre cosa fare per guarire se stessa,la sfida è mettere a tacere la mente.
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giovedì 10 gennaio 2013
SUCCO DI MELAGRANA E IPERTENSIONE
Hanno partecipato allo studio cinquantuno adulti di età compresa tra i 30 e i 50 anni, ai quali è stato chiesto di consumare 330 ml di succo di melagrana al giorno.
ALIMENTI PER ABBASSARE L'IPERTENSIONE
Prima
di fornire una lista completa dei cibi più adatti a contrastare la
pressione alta occorre effettuare alcune precisazioni. L’ipertensione
arteriosa è uno stato costante e quindi non occasionale in cui la
pressione arteriosa è più elevata rispetto ai livelli standard. I
disturbi provocati dalla malattia riguardano diversi organi in
particolare il cuore e i vasi arteriosi.
In
caso di ipertensione, è fondamentale sottoporsi a controlli
periodici
e consultare
il proprio medico.
Per contrastare l’ipertensione è importante seguire una dieta
iposodica
ossia povera di sodio che favorisce l’innalzamento della pressione
arteriosa. Per questo motivo è importante ridurre le quantità di
sodio introdotte nell’organismo mediante l’alimentazione. Allo
stesso modo, andrebbero evitati tutti gli alimenti sotto sale (come
acciughe e capperi), i formaggi (soprattutto stagionati e ricchi di
sale), gli insaccati, i dolciumi industriali e i cibi fritti.
Attenzione anche alle salse da cucina (come ketchup, senape, salsa di
soia e maionese), agli snack salati (come popcorn e patatine) e ai
grassi specie quelli di origine animale (come il burro e la panna).
Per contrastare l’ipertensione è fondamentale ridurre
anche il consumo di alcool,
tenere sempre sotto controllo il peso corporeo e praticare
un’attività
fisica regolare.
Come precedentemente accennato la pressione alta può essere tenuta
sotto controllo mediante l’alimentazione. Esistono, infatti, alcuni
alimenti in grado di ridurre l’ipertensione.
• Frutta
e verdura.
Nella vostra dieta spazio a porri,
asparagi, finocchi, zucchine, ravanelli, pomodori, cetrioli a crudo e
insalata.
In particolare, l’aglio
è il rimedio naturale più efficace per combattere l’ipertensione.
Anche la cipolla
è particolarmente indicata contro la pressione alta. Quindi, anche
se poco amati, sarebbe opportuno introdurre questi 2 ortaggi nella
propria dieta. Invece, per quanto riguarda la frutta andrebbero
consumati: ananas, banane, anguria, melone e frutta secca.
• Le patate. A svelare l’effetto benefico del tubero è stato uno studio condotto dall’Università di Scranton, in Pennsylvania (Usa). Lo studio ha messo in luce le capacità delle patate (in particolar modo di quelle viola) di abbassare la pressione sanguigna anche del 3-4%.Questo scopo verrebbe raggiunto soprattutto assumendo un particolare tipo di patate e cioè quelle viola, che sembrerebbero le migliori per abbassare la pressione alta. Ovviamente, l’avvertenza è sempre l’attenzione al condimento.
• Tè nero. Secondo una ricerca condotta dall’University of Western, Australia e pubblicata su Archives of Internal Medicine, anche il tè nero aiuta ad abbassare la pressione alta.
• Il sedano. Tra gli alimenti più efficaci per combattere l’ipertensione troviamo anche il sedano. Recenti test condotti sugli animali hanno evidenziato una riduzione della pressione sanguigna compresa tra il 12% e il 14% e una riduzione del colesterolo di circa il 7%.
• Il pesce. Recenti studi scientifici hanno evidenziato che gli omega 3 svolgono un’importante funzione per il controllo della pressione arteriosa. In particolare andrebbero introdotti nella propria alimentazione le sardine, le aringhe, lo sgombro, il pesce spada e il tonno.
• I legumi. Sono particolarmente indicati per contrastare l’ipertensione.
• La barbabietola rossa. I ricercatori della Queen Mary University di Londra hanno scoperto che il succo di barbabietola rossa bevuto ogni giorno è in grado di combattere la pressione alta.
• I cereali. Uno studio condotto dai ricercatori del Department of Preventive Medicine della Northwestern University di Chicago ha dimostrato gli effetti positivi dei cereali contro la lotta all’ipertensione. Il merito è da attribuire all’acido glutammico, una proteina vegetale presente proprio nei cereali.
L'articolo
che ho voluto condividere con voi è tratto dal sito:
http://donna.tuttogratis.it
foro web
Respirazione, Musica e Ipertensione
In
realtà altri studi in passato hanno indagato su un possibile legame
tra musica, respirazione e ipertensione.
Un
gruppo guidato da Pietro Amedeo Modesti, docente di medicina interna
all’Università di Firenze, un anno fa ha pubblicato sul Journal
of Hypertension
una ricerca in cui si dimostrava che un’ora al giorno di esercizi
di respirazione lenta guidata da musica riduceva di circa 5 mmHg la
pressione media delle 24 ore, effetto che si manteneva per tutti i 6
mesi dello studio. «La chiave di tutto è la respirazione» spiega
Modesti. «La musica da sola non basta: anche nello studio giapponese
non c’è un ascolto passivo, ma accompagnato dal canto, attività
che obbliga a sincronizzare il respiro». A questo proposito sulla
rivista Arthritis
Care & Research
viene riportato il curioso caso di una paziente ipertesa la cui
pressione, innalzatasi eccessivamente prima di un’operazione al
ginocchio, è stata abbassata con l’aiuto dell’attività canora
della paziente stessa. Ma come spiegare questi dati? Secondo lo
studioso fiorentino, un ritmo del respiro più lento e controllato
influirebbe sull’attività del sistema nervoso simpatico
responsabile della vasocostrizione e quindi dell’innalzamento della
pressione. «In particolare», spiega Modesti,«c’è un aumento
della sensibilità dei barocettori, i sistemi che tengono monitorata
la pressione, che tornano a funzionare in modo più efficiente.
Questo sarebbe il motivo per cui regolare la respirazione può avere
un effetto duraturo sulla pressione e non solo transitorio».
L'articolo
che ho voluto condividere con voi è estratto dal sito:
http://www.corriere.it/salute/cardiologia/
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Risate e musica contro l'ipertensione
Cantare e ridere fanno respirare meglio: avrebbero effetti positivi sulla pressione alta
Soffrite
di pressione alta e cercate un rimedio facile e veloce?
Ascoltate
la musica, magari canticchiando e non dimenticate di farvi delle
belle risate.
Sembra
uno scherzo, invece secondo quanto affermano alcuni
ricercatori dell’Università di Osaka,
queste abitudini non sarebbero solo un toccasana per l’umore, ma
servirebbero anche a tenere a bada la pressione del sangue che tende
ad alzarsi troppo.
Lo
studio, presentato recentemente ad Atlanta durante la conferenza
dell’American Heart Association mostra infatti che i
partecipanti a sedute allietate da canzoni e sorrisi registrano una
diminuzione della pressione arteriosa non
solo nell’immediato, ma anche a distanza di qualche mese.
I
ricercatori dell’Università di Osaka hanno selezionato
un campione di 79 persone in età comprese tra i 40 e i 74 anni
suddividendolo
in tre sottogruppi in modo assolutamente casuale. Il primo gruppo è
stato invitato a cantare e ascoltare della musica almeno per un’ora
ogni due settimane, in aggiunta alla quale si associava un ascolto
anche casalingo.
Il
secondo gruppo si è sottoposto a una “cura” della risata, con
esercizi appositi e la visione di programmi tv e sit-com comiche. Il
terzo e più sfortunato gruppo non ha fatto nulla di tutto questo.
Risultato? La pressione arteriosa dei primi due gruppi, esaminata per
tre settimane immediatamente dopo le attività monitorate, è
risultata mediamente più bassa rispetto a quella del terzo gruppo.
Quello
che resta da appurare è se si tratti di un abbassamento pressorio
temporaneo, ma confidano che, attraverso ulteriori e più
approfonditi studi a proposito delle qualità antistress del ridere e
dell’ascoltare musica, si potranno anche programmare delle terapie
mirate, che saranno sicuramente molto piacevoli, oltre che utili.
La
chiave di tutto potrebbe essere la respirazione,
perchè la musica da sola non basta: l'ascolto non è infatti
passivo, ma accompagnato dal canto, attività che obbliga a
sincronizzare il respiro.
“Canta
che ti passa” non è quindi più solo un modo di dire!
L'articolo
che ho voluto condividere con voi è tratto dal sito:
http://www.vivereinarmonia.it
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RIMEDI VERDI CONTRO L'IPERTENSIONE
Esistono
moltissimi prodotti naturali utili per riequilibrare la pressione
senza effetti collaterali, con proprietà in grado di riportarla a
livelli normali
Sono davvero numerosi in natura i rimedi adatti a riequilibrare la pressione. Rispetto ai farmaci sintetici, non presentano gli effetti collaterali che talvolta ne limitano o addirittura sconsigliano l’uso. Non solo: mentre i farmaci sintetici agiscono in modo indifferenziato sulle ipertensioni cosiddette “essenziali”, ovvero quelle che non hanno un’apparente causa fisiologica, le piante che ristabilizzano la pressione hanno proprietà specifiche mirate a risolvere il problema-base che può originare un rialzo pressorio e che può essere di diversa natura.
Sono davvero numerosi in natura i rimedi adatti a riequilibrare la pressione. Rispetto ai farmaci sintetici, non presentano gli effetti collaterali che talvolta ne limitano o addirittura sconsigliano l’uso. Non solo: mentre i farmaci sintetici agiscono in modo indifferenziato sulle ipertensioni cosiddette “essenziali”, ovvero quelle che non hanno un’apparente causa fisiologica, le piante che ristabilizzano la pressione hanno proprietà specifiche mirate a risolvere il problema-base che può originare un rialzo pressorio e che può essere di diversa natura.
Erba
Cardiaca
Erba cardiaca se soffri di ritenzione di liquidi
Spesso l’ ipertensione si associa a obesità, ritenzione idrica e cattivo funzionamento renale. Per favorire la diuresi, è ottima la cardiaca, che diminuisce la frequenza delle pulsazioni cardiache e calma il sistema nervoso. Una delle migliori forme di assunzione di quest’erba è l’infuso: mettere una manciata di pianta secca in mezzo litro di acqua bollente, lasciar riposare per una decina di minuti, filtrare e bere.
Le dosi: se ne possono assumere 2-3 tazze al giorno.
Tiglio se non riesci a prendere sonno
Utilizzato soprattutto come fluidificante del sangue e quindi preventivo della stasi venosa e di eventuali conseguenti fenomeno micro-emorragici e micro-embolici, il tiglio è anche un ottimo vasodilatatore e ipotensore. I soggetti che più ne beneficiano sono quelli che hanno difficoltà ad addormentarsi per la ricorrenza di pensieri disturbanti o difficoltà digestive. Si possono già ottenere buoni risultati con il semplice infuso di fiori: mettere una manciata di fiori di tiglio in mezzo litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e bere.
Le dosi: 2-3 tazze al giorno.
Biancospino
Usa il biancospino se hai aritmie cardiache
Questa pianta ha una spiccata attività regolatrice sul ritmo e sulla frequenza del battito cardiaco e sulla conduzione nervosa in generale. È quindi ottimo contro l’ ipertensione, spesso transitoria, dovuta a ipereccitabilità, ansietà, eccesso di emotività, che si accompagna ad anomalie del ritmo cardiaco.
Le dosi: 5-15 gocce di estratto fluido 3 volte al giorno, per 3 settimane al mese. Oppure se ne può assumere l’infuso, ottenibile mettendo un cucchiaio di fiori secchi in 200 ml di acqua bollente per 15 minuti: berne 2 tazze al dì, sempre per 3 settimane al mese.
Aglio
Aglio se sei in soprappeso
Conosciuto fin dall’antichità come un forte depurativo e potente ipotensore, l’aglio ha il difetto di essere mal tollerato delle persone iperattive e impulsive, spesso soggetti a ipertensione, mentre risulta gradito ai “flemmatici”, che spesso tendono alla ritenzione di liquidi, obesità e conseguenti rallentamenti circolatori.
Olivo
L’olivo
controlla anche il colesterolo alto
Questa pianta, tra le più caratteristiche della flora mediterranea, è figlia del sole: cresce nelle zone più calde, così da immagazzinare tutta l’energia dell’estate. Le sue foglie hanno una particolare caratteristica: la faccia inferiore, quella che assorbe la luce del sole “basso” di mattina e del tardo pomeriggio, è opaca e concava, in grado di accoglierla e amplificarla; la faccia superiore invece, che riceve il sole nelle ore più infuocate, è lucida e convessa, cioè riflette la luce smorzandone l’effetto. Da questa capacità di regolare la quantità di luce e calore, deriva l’efficacia dell’olivo nell’equilibrare la pressione sanguigna. Non solo: l’olivo e i suoi derivati fitoterapici hanno la capacità di regolare i grassi nel sangue. Indispensabile, dunque, quando all’ ipertensione si abbina l’ipercolesterolemia.
Dosi: le dosi di questo rimedio variano a seconda dell’entità del disturbo e della sensibilità individuale. Meglio quindi cominciare con dosi medio-basse e aumentare secondo la necessità: 15-20 gocce di estratto fluido o 30 di tintura madre 2-3 volte al giorno sono già sufficienti nei casi di ipertensione lieve; per la cura di mantenimento, assumere 5-10 gocce di estratto fluido la sera.
Questa pianta, tra le più caratteristiche della flora mediterranea, è figlia del sole: cresce nelle zone più calde, così da immagazzinare tutta l’energia dell’estate. Le sue foglie hanno una particolare caratteristica: la faccia inferiore, quella che assorbe la luce del sole “basso” di mattina e del tardo pomeriggio, è opaca e concava, in grado di accoglierla e amplificarla; la faccia superiore invece, che riceve il sole nelle ore più infuocate, è lucida e convessa, cioè riflette la luce smorzandone l’effetto. Da questa capacità di regolare la quantità di luce e calore, deriva l’efficacia dell’olivo nell’equilibrare la pressione sanguigna. Non solo: l’olivo e i suoi derivati fitoterapici hanno la capacità di regolare i grassi nel sangue. Indispensabile, dunque, quando all’ ipertensione si abbina l’ipercolesterolemia.
Dosi: le dosi di questo rimedio variano a seconda dell’entità del disturbo e della sensibilità individuale. Meglio quindi cominciare con dosi medio-basse e aumentare secondo la necessità: 15-20 gocce di estratto fluido o 30 di tintura madre 2-3 volte al giorno sono già sufficienti nei casi di ipertensione lieve; per la cura di mantenimento, assumere 5-10 gocce di estratto fluido la sera.
L'articolo
che ho voluto condividere con voi è tratto dal sito: riza.it
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IPERTENSIONE, Cause, Rimedi e Alimentazione
L'ipertensione
arteriosa essenziale è una malattia ad eziologia
multipla; colpisce chi è geneticamente predisposto ma anche chi
possiede alcuni fattori di rischio, ad esempio l'obesità,
altre malattie del metabolismo (tipo diabete
e dislipidemia),
sedentarietà,
nervosismo cronico ecc.
Si
definisce "ipertensione" una compromissione dell'equilibrio
pressorio arterioso che sfocia nell'innalzamento COSTANTE della
diastolica (minima) > 90mmHg, o della sistolica (massima) >
140mmHg, rispetto ad un range di NORMALITA' che si attesta al di
sotto degli 85mmHg per la diastolica e al di sotto dei 135mmHg per la
sistolica.
Cause dell'ipertensione
Le
cause dell'ipertensione non sono ben definite e sarebbe più corretto
parlare di "fattori predisponenti"; tra questi
riconosciamo: aumentato tono del sistema
nervoso simpatico, diminuita capacità del rene
di eliminare sodio,
fattori genetici, alimentari (dieta
ricca di sodio e povera di potassio),
condizioni di stress
sociale, sedentarietà e invecchiamento.
Curare l'ipertensione
Per
curare l'ipertensione, o anche solo migliorare i parametri pressori,
è necessario eseguire una serie di modifiche sullo stile di vita:
- In caso di sovrappeso od obesità, ripristinare il normopeso (soprattutto se il deposito adiposo è di tipo androide e viscerale)
- Iniziare una dieta contro l'ipertensione e le sue complicanze che prevede: AZZERAMENTO del sodio aggiunto, aumento del potassio alimentare (frutta e verdura), riduzione drastica dei grassi saturi e del colesterolo, aumento degli acidi grassi essenziali, riduzione drastica dell'alcol (se in abuso) e degli zuccheri semplici (con conseguente calo dei picchi glicemici)
- Iniziare l'attività fisica e migliorare la fitness cardio-circolatoria
- Eliminare, se presente, il vizio del tabagismo.
I
farmaci
per la cura dell'ipertensione, opportunamente scelti e dosati dal
medico, sono: diuretici,
simpaticolitici/inibitori
adrenergici, calcio
antagonisti, inibitori del sistema
renina-angiotensina, vasodilatatori ad azione diretta e farmaci
per l'emergenza ipertensiva.
Categorie di integratori per abbassare la pressione del sangue
Le
principali categorie di integratori per abbassare la pressione sono:
Piante ed estratti vegetali
- Diuretici: i diuretici sono integratori per abbassare la pressione che contengono molecole (o estratti) utili a promuovere la filtrazione renale. Va comunque precisato che alcuni vantano concentrazioni notevoli di molecole che, pur essendo diuretiche, hanno anche effetto stimolante ed ipertensivo; per questo tali prodotti NON facilitano l'abbassamento della pressione (ad es. la caffeina e la theina).
Altri
integratori per abbassare la pressione di natura diuretica
contengono estratti vegetali dalle caratteristiche "più o meno"
riconosciute e relativamente efficaci; sono: ananas,
betulla,
carciofo,
cetriolo,
foglie di noce, cipolla,
equiseto,
finocchi,
mela, ortica,
fiori di sambuco,
stimmi
di mais e tarassaco.
Alcune molecole diuretiche, oltre a comporre i classici integratori alimentari, possono essere combinate e infuse per ottenere tisane drenanti.NB. E' anche importante specificare che gli integratori per abbassare la pressione a base di molecole o estratti drenanti NON sono farmaci diuretici! Questi ultimi, oltre ad essere molto più efficaci, risultano altrettanto pericolosi in caso di abuso o errato dosaggio.
Alcune molecole diuretiche, oltre a comporre i classici integratori alimentari, possono essere combinate e infuse per ottenere tisane drenanti.NB. E' anche importante specificare che gli integratori per abbassare la pressione a base di molecole o estratti drenanti NON sono farmaci diuretici! Questi ultimi, oltre ad essere molto più efficaci, risultano altrettanto pericolosi in caso di abuso o errato dosaggio.
- Estratti di piante medicinali ipotensive: Esistono piante, frutti, semi e fiori in grado di abbassare (in maniera relativamente efficace) la pressione arteriosa indipendentemente dalla filtrazione renale; questi prodotti sono genericamente definiti "integratori a base di piante medicinali ipotensive". Tra le varietà più efficaci ricordiamo: aglio, cipolla, rauwolfia, betulla, biancospino, cardiaca, ginkgo biloba, mirtillo, orthosiphon, vischio, vite rossa, olivo, pervinca, uncaria, mughetto, ligustico, carcadè (ibisco), evodia e achillea iraniana. Queste piante contengono principi attivi utili per abbassare la pressione che possono essere utilizzati anche in combinazione all'interno dello stesso integratore alimentare.
Integratori
a base di molecole essenziali come sali
minerali, acidi
grassi (AGE) e amminoacidi
- Potassio: il potassio è il principale catione intracellulare e, in quanto tale, partecipa all'equilibrio acido base ed al controllo della pressione osmotica; tuttavia, anche la rimanente concentrazione extracellulare sembra svolgere importantissime funzioni, tra le quali anche la regolazione della pressione arteriosa. Alcuni studi suggeriscono che l'aumento di potassio riduce la pressione arteriosa e aumenta l'escrezione urinaria di sodio, con un effetto riflesso di riduzione della pressione sistolica e (teoricamente) dei decessi correlati all'ipertensione (Rose, 1986). L'apporto medio consigliato va da 800 a 3100 mg/die, ma utilizzare integratori per abbassare la pressione a base di potassio che apportino fino a 2500-4000mg/die può essere efficace nel ridurre fino a 4mmHg la pressione sanguigna.
- Magnesio: il magnesio è un minerale principalmente intracellulare, ma la piccola porzione presente nel fluido extracellulare è responsabile del potenziale di membrana di nervi e muscoli; anche se non risulta ancora ben chiaro il meccanismo, come il potassio, anche il magnesio favorisce l'abbassamento della pressione sanguigna. Alcuni recenti studi dimostrano che dosi comprese tra 120 e 973mg di magnesio al giorno (dove il fabbisogno è circa di 150-500mg/die) contribuiscono efficacemente a ridurre i livelli di pressione; in definitiva, assumere integratori per abbassare la pressione a base di magnesio può costituire un fattore utile ma solo in dosaggi che possono oltrepassare il 200% della razione raccomandata.
- Acido Grasso Essenziale (AGE) omega3 (ω3): l'ω3 è un grasso polinsaturo (PUFA) essenziale che deve essere presente nella dieta in quantità pari o superiori allo 0,5% delle kcal totali e (possibilmente) avere un rapporto con l'altro AGE (ω6) di circa 1:4. L'ω3 ha numerose funzioni benefiche per l'organismo; per citarne solo alcune ricordiamo: la costituzione delle membrane, la precursione di molecole anti-infiammatorie, il miglioramento dell'equilibrio lipidico ematico e la riduzione della pressione arteriosa oltre che del rischio cardiovascolare.
In caso di utilizzo di integratori per abbassare la pressione a base di ω3 evidenziamo che per il momento NON si conoscono effetti collaterali legati all'abuso di acidi grassi ω3, pertanto (anche se non è MAI opportuno eccedere) si consiglia di utilizzare dosaggi sostenuti che sfiorano il 100% del fabbisogno giornaliero, quindi perle, gocce o capsule per almeno 1g/die.NB. L'omega3 più "puro" e qualitativamente migliore (ricco in EPA e DHA) è l'olio di krill, seguono l'olio di pesce azzurro e l'olio di fegato di merluzzo (sia liquido che in perle). ATTENZIONE! Gli integratori per la pressione a base di ω3 sono altamente deperibili ed è opportuno conservarli in frigorifero.
- Arginina: l'arginina è un amminoacido semi-essenziale a cui vengono attribuite numerose funzioni; tra le varie, scoperta di recente ma di grande interesse, citiamo la precursione dell'ossido nitrico (NOS); quest'ultimo è essenziale per il mantenimento della funzione endoteliale vascolare e determina la riduzione della pressione arteriosa grazie al miglioramento della capacità vasale di dilatarsi e costringersi in maniera elastica. Nell'integrazione con prodotti per abbassare la pressione a base di arginina è consigliabile utilizzare compresse per un totale di circa 8g/die.
Dieta Iposodica
La
dieta iposodica, come dice il termine stesso, è un regime alimentare
TOTALMENTE privo di sale
da cucina (NaCl - cloruro
di sodio); per correggere le abitudini nutrizionali degli
ipertesi (e renderle più comprensibili) è fondamentale distinguere
l'apporto di sodio
naturalmente contenuto nei cibi rispetto a quello aggiunto con la
manipolazione alimentare. Tuttavia, attraverso UNA semplice
raccomandazione è possibile raggruppare tutte le indicazioni
fondamentali della dieta iposodica, ovvero:eliminare
gli alimenti contenenti sale aggiunto
Ciò
significa: abolire l'aggiunta di sale per condimento (nell'acqua
della pasta,
nel brodo, nelle pietanze, nei contorni ecc.); ma anche abolire gli
alimenti insaccati
(salsiccia, salame, mortadella
ecc.), le carni
salate
(prosciutto, speck
ecc.), i formaggi
stagionati (pecorino,
provole ecc.), alimenti sotto sale (sardine,
capperi
ecc.), alimenti
in salamoia (olive,
peperoni ecc.), frutta
secca (pistacchi,
arachidi,
semi
di zucca ecc.), junk-food
(mais fritto,
snack ecc.).
NB. Ridurre il sodio dietetico a 100 mmol/die (= 6 g di cloruro di sodio) permette di ridurre la pressione di 2-8 mmHg, tuttavia, associandovi una discreta riduzione ponderale è possibile ottenere risultati ben più importanti.
NB. Ridurre il sodio dietetico a 100 mmol/die (= 6 g di cloruro di sodio) permette di ridurre la pressione di 2-8 mmHg, tuttavia, associandovi una discreta riduzione ponderale è possibile ottenere risultati ben più importanti.
Alimenti utili in caso di ipertensione
In
base alla DASH, sostituire i cibi di scarsa qualità nutrizionale con
alimenti utili in caso di ipertensione prevede il consumo di:
- Frutta e verdura freschi, in sostituzione a prodotti conservati (salati o in salamoia) e/o precotti (contenenti glutammato di sodio)
- Alimenti contenenti lipidi vegetali insaturi, o meglio polinsaturi, in sostituzione ai cibi caratterizzati da grassi sauri animali, idrogenati vegetali (trans) e colesterolo
- Acqua povera di sodio in sostituzione a bevande alcoliche e zuccherate
Incremento della porzione di Omega 3
E'
anche opportuno integrare la dieta
DASH con altri alimenti ricchi di acidi
grassi polinsaturi omega
3 utilissimi in caso di ipertensione:
- Oli da condimento ricchi SOPRATTUTTO di acido alfa linolenico (ALA, 18:3, ω3) come: l'olio di lino, l'olio di soia ecc.
- Pietanze a base di pesce azzurro, quindi ricche di acido docosaesanoico (DHA, 22:6, ω3) e di acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5, ω3) come: l'alice, la sardina, l'alaccia, l'aringa, l'aguglia, lo sgombro, il lanzardo, la palamita, il tonno ecc.
In
quanto, tra le funzioni degli acidi grassi
omega 3, rientrano:
- Antipertensiva (DHA)
- Antiaritmica perché stabilizza il ritmo cardiaco e abbassa il rischio di infarto (EPA)
- Antitrombotica per il contrasto con l'aggregazione piastrinica (EPA)
Dieta e ipertensione, dieta DASH
Nella terapia dell'ipertensione la dieta ricopre un ruolo importante, che in molti casi diventa addirittura terapeutico; per questo motivo dev'essere argomento di competenza medica, alla quale le linee guida riportate in questo articolo non intendono in alcun modo sostituirsi.Quando si parla di dieta ed ipertensione l'accento cade inevitabilmente sul sale da cucina e sugli alimenti che lo contengono in quantità importanti. A dire il vero, la correlazione tra dieta ricca di sodio ed ipertensione non è mai stata dimostrata in maniera inconfutabile; tuttavia, sappiamo che l'incidenza della malattia è minore nelle popolazioni che adottano uno stile alimentare iposodico. Pertanto, una dieta ricca di sodio aumenta il rischio, quindi la probabilità, di sviluppare l'ipertensione, ma non è detto che chi infrange palesemente questa regola soffrirà di ipertensione e chi la rispetta ne sarà esente. Il ruolo del sodio è infatti sfumato da molti altri fattori predisponenti, come le abitudini alimentari in senso più ampio (gli eccessi calorici e lipidici favoriscono la comparsa della malattia), la predisposizione genetica, la sedentarietà e lo stile di vita (stress, fumo, abuso di alcol o droghe ecc.).
Sia
in ambito preventivo, sia in quello terapeutico, la dieta per
l'ipertensione si articola su quattro punti fondamentali:
- contenere l'apporto di sodio (vedi: alimenti poveri di sodio)
- aumentare quello di potassio (tramite un generoso consumo di frutta, verdura e alimenti integrali)
- controllare
il peso
corporeo e limitare il consumo di alcolici.
L'apporto
di sodio andrà ridotto al di sotto dei 3-5 grammi al giorno, grazie
alla riduzione del consumo di sale (o alla sua sostituzione con
analoghi iposodici) e degli alimenti ricchi in sodio. In vari studi,
il passaggio dall'alimentazione tipica dei Paesi industrializzati
(che fornisce dieci o più grammi di sodio al giorno) ad una dieta
iposodica, si è dimostrata in grado di ridurre la pressione
arteriosa di 2-8 mmHg. A tal proposito è bene ricordare che un
grammo del normale sale da cucina contiene 400 mg di sodio; di
conseguenza, un pizzico di sale apporta all'incirca un grammo di
sodio, mentre un
Limitare
l'aggiunta di sale agli alimenti può sembrare difficile, ma in
realtà non c'è nulla di più semplice; il palato,
infatti, si può educare, e se la riduzione avviene gradualmente, si
abituerà al nuovo regime alimentare senza troppi problemi, trovando
gustose pietanze che fino a poco tempo prima sembravano insipide; il
sale può anche essere sostituito con prodotti iposodici (contenenti
ad esempio cloruro
di potassio) od aromi e spezie varie, come peperoncino,
erbe, aglio, prezzemolo,
rosmarino,
salvia
e origano.
In tal senso i genitori hanno una grossa responsabilità nei
confronti dei propri figli, che devono essere indirizzati, sin dai
primissimi anni di vita, ad un'alimentazione povera di snack e
stuzzicherie ricche di sale.
Una volta ridotta l'aggiunta di sodio occorre diminuire anche il consumo dei cibi in cui è presente in grandi quantità; il cibo confezionato ed i salumi, per esempio, sono due dei principali ostacoli alla riduzione del sodio nella dieta. Oltretutto, si tratta di alimenti generalmente ipercalorici, che aumentano lo stimolo della sete, spesso placato con bibite zuccherate o alcoliche. Attenzione anche ai dadi da brodo ed ai preparati per insaporire le pietanze - molto utilizzati nei ristoranti, specie in quelli orientali - perché ricchi di glutammato monosodico.
Il fabbisogno quotidiano di sodio è di circa 400 mg, un valore molto inferiore rispetto alla quota assunta da molte persone (anche 20 volte maggiore), che aumenta negli episodi febbrili, in caso di profusa sudorazione (compresa quella indotta dall'attività fisica), eccessi di vomito e diarrea.
Contenuto di sodio negli alimenti (espresso in mg/100 g)
In linea generale, il sodio abbonda negli alimenti animali (specie se stagionati, come i formaggi ed i salumi) e scarseggia in quelli vegetali, che sono invece più ricchi in potassio (carciofi, bietole, sedano, carote, rape, spinaci e cavoli contengono più sodio delle altre verdure comunemente impiegate). Ovviamente, il sodio abbonda anche negli alimenti conservati sotto sale o in salamoia, come i capperi, alcuni pesci e le olive.
ALIMENTO
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Sodio
(mg/100g)
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ALIMENTO
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Sodio
(mg/100g)
|
| bistecca bistecca surgelata filetto di maiale salsiccia pollo lardo salmone fresco salmone affumicato passera, sogliola sardine al pomodoro ostrica capa santa surgelata cavolo crauti asparago |
60
1300
290
1100 50
68
48
520
80 40
73
206 20 750 2 |
pomodoro ketchup piselli piselli in scatola arachide burro di noccioline patata patate fritte cipolla cipolle all'aceto pop-corn naturale pop-corn salato riso soffiato latte intero di mucca latte materno |
3
1040 1
230
5
600
3
1000 10 1420 3 1940
360
50
16 |
Come
anticipato, la riduzione del consumo di sodio deve accompagnarsi ad
un'aumentata assunzione di potassio; questo minerale può infatti
essere considerato un vero e proprio antidoto del sodio, tanto che
l'adeguatezza del suo apporto garantisce un miglior controllo
pressorio ed, in alcuni casi, riduce il bisogno di ricorrere a
farmaci-antipertensivi (da qui l'importanza, se già si soffre di
ipertensione, di consultare il proprio medico prima di cambiare le
proprie abitudini dietetiche).
Il
potassio si trova sopratutto nei cereali
integrali, nella frutta
e nella verdura.
CONTENUTO
IN POTASSIO NEGLI ALIMENTI
|
||
ELEVATO
|
MEDIO
|
BASSO
|
Albicocche
secche
|
Spinaci
|
Parmigiano
|
| Legumi secchi | Tonno sott'olio |
Farina
di grano
|
| Datteri |
Noci
|
Pere
|
| Mandorle |
Carciofi
|
Farina di mais |
| Arachidi |
Banane
|
Mele |
Sgombri
|
Emmenthal
|
|
| Castagne |
Pane
bianco
|
|
Le semplici regole dietetiche riportate in questo articolo si sposano con le raccomandazioni della cosiddetta dieta DASH (sigla che sta per Dietary approaches to stop hypertension, ossia Approcci dietetici per bloccare l'ipertensione), sviluppata negli Stati Uniti per contrastare il dilagare della malattia e consigliata da molti medici e nutrizionisti.
L'articolo
che ho voluto condividere con voi è tratto dal sito:
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